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Giobbe 10-13 La Nuova Diodati (LND)

10 «Sono nauseato della mia vita; darò libero sfogo al mio lamento, parlando nell'amarezza dell'anima mia!

Dirò a Dio: "Non condannarmi! Fammi sapere perché contendi con me.

Ti par bene opprimere, disprezzare l'opera delle tue mani e mostrarti favorevole ai disegni dei malvagi?

Hai tu occhi di carne, o vedi anche tu come vede l'uomo?

Sono forse i tuoi giorni come i giorni di un mortale, i tuoi anni come i giorni di un uomo?

perché tu debba indagare sulla mia colpa e andare in cerca del mio peccato,

pur sapendo che non sono colpevole e che non c'è nessuno che mi può liberare dalla tua mano?

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato tutt'insieme, ma ora vorresti distruggermi.

Ricordati, ti prego, che mi hai plasmato come argilla, e che mi farai ritornare in polvere!

10 Non mi hai forse versato come il latte, e fatto coagulare come il formaggio?

11 Tu mi hai rivestito di pelle e di carne, e mi hai intessuto di ossa e di nervi.

12 Mi hai concesso vita e benevolenza, e la tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito,

13 ma nascondevi queste cose nel tuo cuore; ora so che pensavi questo.

14 Se pecco, tu mi tieni d'occhio e non mi lasci impunito della mia colpa.

15 Se sono malvagio, guai a me! Anche se fossi giusto, non oserei alzare il capo, sazio come sono d'ignominia e vedendo la mia miseria.

16 Se alzo il capo, tu mi dai la caccia come un leone, compiendo nuovamente meraviglie contro di me.

17 Tu rinnovi i tuoi testimoni contro di me, accresci la tua ira contro di me e truppe sempre fresche mi assalgono.

18 Perché dunque mi hai fatto uscire dal grembo? Fossi morto, senza che alcun occhio mi avesse visto!

19 Sarei stato come se non fossi mai esistito, portato dal grembo alla tomba.

20 Non sono forse pochi i miei giorni? Smettila dunque, lasciami stare, perché possa riprendermi un po'

21 prima che me ne vada per non tornare piú, verso la terra di tenebre e di ombra di morte,

22 terra di oscurità e di grandi tenebre di ombra di morte e senza alcun ordine dove persino la luce è come le tenebre"». Primo discorso di Zofar: Dio trascende la conoscenza dell'uomo. Invito a Giobbe a ravvedersi

11 Allora Zofar di Naamath rispose e disse:

«Una tale moltitudine di parole rimarrà senza risposta? Dovrà un uomo di tante parole aver ragione?

Le tue chiacchiere faranno tacere la gente? Ti farai beffe senza che alcuno ti svergogni?

Tu hai detto: "La mia dottrina è pura e sono ineccepibile davanti a te"

Ma se Dio volesse parlare e aprisse le sue labbra contro di te,

per rivelarti i segreti della sapienza perché la vera sapienza è multiforme, allora sapresti che Dio dimentica parte della tua colpa.

Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? Puoi tu penetrare la perfezione dell'Onnipotente?

Sono piú alte del cielo: che cosa puoi fare? Sono piú profonde dello Sceol: che cosa puoi sapere?

La loro misura è piú lunga della terra e piú larga del mare.

10 Se Dio passa, imprigiona e riunisce in giudizio, chi glielo può impedire?

11 Poiché egli conosce gli uomini falsi; vede l'iniquità e l'osserva.

12 L'uomo stolto diventerà savio, quando il puledro di un onagro diventerà uomo.

13 Se tu disponi il tuo cuore e stendi verso di lui le tue mani

14 se allontani l'iniquità che è nelle tue mani e non permetti alla perversità di abitare nelle tue tende,

15 allora potrai alzare la tua fronte senza macchia, starai saldo e non avrai paura,

16 perché dimenticherai i tuoi affanni li ricorderai come acqua passata;

17 la tua vita sarà piú luminosa del mezzodí, anche l'oscurità per te sarebbe come il mattino.

18 Sarai sicuro perché c'è speranza; ti guarderai attorno e riposerai al sicuro.

19 Ti coricherai senza che nessuno ti spaventi, e molti cercheranno il tuo favore.

20 Ma gli occhi degli empi verranno meno; ogni scampo verrà loro a mancare, e la loro speranza sarà l'ultimo respiro».

12 Allora Giobbe rispose e disse:

«Senza dubbio voi siete gente saggia, e la sapienza morirà con voi.

Ma ho anch'io intendimento come voi, e non sono da meno di voi; inoltre chi ignora cose come queste?

Sono diventato lo zimbello dei miei amici; io, a cui Dio rispondeva, quando lo invocavo; il giusto, l'integro è messo in ridicolo.

Una lampada, disprezzata nei pensieri di quelli che vivono negli agi, è preparata per coloro i cui piedi vacillano.

Sono invece tranquille le tende dei ladroni, e sono al sicuro quelli che provocano Dio e quelli che fanno della propria forza un dio.

Ma interroga ora le bestie e ti istruiranno, gli uccelli del cielo e te lo diranno.

o parla alla terra, ed essa ti istruirà, e i pesci del mare te lo racconteranno.

Fra tutte queste creature chi non sa che la mano dell'Eterno ha fatto questo?

10 Egli ha nelle sue mani la vita di ogni cosa vivente e lo spirito di ogni essere umano.

11 L'orecchio non esamina forse le parole, come il palato assapora i cibi?

12 Nei vecchi si trova la sapienza, e lunghezza di giorni conferisce intendimento.

13 Ma in lui risiedono la sapienza e la forza, a lui appartengono il consiglio e l'intendimento.

14 Ecco, se egli distrugge, nessuno può ricostruire; se imprigiona qualcuno, nessuno gli può aprire.

15 Se trattiene le acque, tutto inaridisce; se le lascia andare, sconvolgono la terra.

16 Egli possiede forza e sapienza; da lui dipendono chi è ingannato e chi inganna.

17 Egli fa camminare scalzi i consiglieri, rende stolti i giudici.

18 Scioglie i legami imposti dai re e cinge i loro lombi, con una cintura.

19 Fa camminare scalzi i sacerdoti e rovescia i potenti.

20 Toglie la parola a quelli in cui si pone fiducia e priva di intendimento i vecchi.

21 Versa il disprezzo sui nobili, e allenta la cintura ai forti.

22 Palesa le cose profonde nascoste nelle tenebre, e porta alla luce l'ombra di morte.

23 Rende grandi le nazioni e poi le distrugge, estende le nazioni e poi le porta in esilio.

24 Toglie il senno ai capi della terra e li fa vagare in solitudini senza strade.

25 Brancolano nelle tenebre senza luce, e li fa barcollare come ubriachi».

13 «Ecco, tutto questo il mio occhio l'ha visto, e il mio orecchio l'ha udito e l'ha compreso.

Quel che voi sapete lo so anch'io, non sono da meno di voi.

Ma vorrei parlare all'Onnipotente, avrei piacere di discutere con Dio;

perché voi siete dei fabbricanti di menzogne, siete tutti medici da nulla.

Oh, se taceste del tutto, questo sarebbe la vostra sapienza.

Ascoltate ora la mia difesa e fate attenzione alle dichiarazioni delle mie labbra.

Volete forse parlare iniquamente in difesa di Dio e parlare in suo favore con inganno?

Vorreste usare parzialità con lui o patrocinare una causa per Dio?

Sarebbe bene per voi se egli vi scrutasse, o vi beffate di lui come ci si beffa di un uomo?

10 Certamente egli vi riprenderà, se in segreto usate parzialità.

11 La sua maestà non vi incuterà forse paura e il suo terrore non piomberà su di voi?

12 I vostri detti memorandi sono massime di cenere, i vostri migliori argomenti non sono che argomenti d'argilla.

13 Tacete e lasciate parlare me e mi avvenga poi quel che vuole.

14 Perché dovrei tenere la mia carne con i denti, e mettere la mia vita nelle mie mani?

15 Ecco, egli mi ucciderà, non ho piú speranza, tuttavia difenderò in faccia a lui la mia condotta.

16 Egli sarà anche la mia salvezza perché un empio non ardirebbe presentarsi a lui.

17 Ascoltate attentamente il mio discorso e le mie dichiarazioni con i vostri orecchi.

18 Ecco, io ho preparato la mia causa; so che sarò riconosciuto giusto.

19 Chi vuole dunque contendere con me? Perché allora tacerei e morirei.

20 Soltanto non fare due cose con me, e non mi nasconderò dalla tua presenza:

21 ritira da me la tua mano, e il tuo terrore non mi spaventi piú.

22 Poi chiamami pure e io risponderò, oppure parlerò io e tu risponderai.

23 Quante sono le mie colpe e i miei peccati? Fammi conoscere la mia trasgressione e il mio peccato!

24 Perché nascondi il tuo volto e mi consideri come un tuo nemico?

25 Vuoi forse spaventare una foglia sospinta qua e là e dar la caccia a della paglia secca?

26 Perché tu scrivi contro di me cose amare e mi fai pesare l'eredità delle colpe della mia giovinezza?

27 Tu metti i miei piedi nei ceppi e osservi attentamente le mie vie; tu stabilisci un limite per la pianta dei miei piedi.

28 Intanto il mio corpo si disfa come un oggetto rotto, come un vestito corroso dalle tarme».

La Nuova Diodati (LND)

Copyright © 1991 by La Buona Novella s.c.r.l.

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