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Giudici 15Nuova Riveduta 1994 (NR1994)

Imprese di Sansone contro i Filistei

15 Al tempo della mietitura del grano, *Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto e disse: «Voglio entrare in camera da mia moglie». Ma il padre di lei non gli permise di entrare e gli disse: «Io credevo sicuramente che tu l'avessi presa in odio, perciò l'ho data al tuo compagno; sua sorella minore non è piú bella di lei? Prendila dunque al suo posto». Sansone rispose loro: «Questa volta, non avrò colpa, se farò del male ai *Filistei».

Sansone se ne andò e catturò trecento sciacalli; prese pure delle fiaccole, mise gli sciacalli coda contro coda e una fiaccola in mezzo, fra le due code. Poi accese le fiaccole, fece correre gli sciacalli per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano ancora in piedi e perfino gli uliveti.

I Filistei chiesero: «Chi ha fatto questo?» Fu risposto: «Sansone, il genero del Timneo, perché questi gli ha preso la moglie e l'ha data al compagno di lui». I Filistei salirono e bruciarono lei e suo padre. Sansone disse loro: «Poiché agite in questo modo, siate certi che non mi fermerò finché non mi sarò vendicato di voi». E li sbaragliò interamente, facendone una grande strage[a]. Poi discese e si ritirò nella caverna della roccia d'Etam.

Allora i Filistei salirono, si accamparono in *Giuda e si spinsero fino a Lechi. 10 Gli uomini di Giuda dissero loro: «Perché siete saliti contro di noi?» Quelli risposero: «Siamo saliti per legare Sansone; per fare a lui quello che ha fatto a noi». 11 Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della roccia di Etam e dissero a Sansone: «Non sai che i Filistei sono nostri dominatori? Che è dunque questo che ci hai fatto?» Egli rispose loro: «Quello che hanno fatto a me, l'ho fatto a loro». 12 Essi gli dissero: «Noi siamo venuti per legarti e darti in mano ai Filistei». Sansone replicò loro: «Giuratemi che voi stessi non mi ucciderete». 13 Quelli risposero: «No, ti legheremo soltanto e ti daremo nelle loro mani; ma certamente non ti metteremo a morte». Cosí lo legarono con due funi nuove e lo fecero uscire dalla caverna.

14 Quando giunse a Lechi, i Filistei gli si fecero incontro con grida di gioia, ma lo Spirito del Signore lo investí, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si appicchi il fuoco; e i legami gli caddero dalle mani. 15 Poi, trovata una mascella d'a
sino ancora fresca, stese la mano, l'afferrò e uccise con essa mille uomini.

16 Sansone disse:
«Con una mascella d'asino, un mucchio! due mucchi[b]!
Con una mascella d'asino ho ucciso mille uomini».

17 Quando ebbe finito di parlare, gettò via la mascella e chiamò quel luogo Ramat-Lechi[c].

18 Poi ebbe molta sete, invocò il Signore, e disse: «Tu hai concesso questa grande liberazione per mano del tuo servo; ora, dovrò forse morire di sete e cadere nelle mani degli *incirconcisi?» 19 Allora Dio fendè la roccia concava che è a Lechi e ne uscí dell'acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita. Perciò quella fonte fu chiamata En-Accore[d]; essa esiste anche al giorno d'oggi a Lechi.

20 Sansone fu *giudice d'*Israele, al tempo dei Filistei, per vent'anni.

Footnotes:

  1. Giudici 15:8 E li sbaragliò...facendone una grande strage, lett. E li batté, anca su femore, con un gran macello.
  2. Giudici 15:16 Un mucchio! due mucchi! In ebr. chamor significa «asino», e chomer «mucchio»; da cui risulterebbe un giuoco di parole (paronomasia).
  3. Giudici 15:17 Ramat-Lechi, lett. alto luogo, o collina, della mascella.
  4. Giudici 15:19 En-Accore, lett. fonte di colui che invoca.
Nuova Riveduta 1994 (NR1994)

Copyright © 1994 by Geneva Bible Society

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